Nel suo volume Il mio mondo (aprile 2021) il pittore Alex Bertaina, che espone in alcune delle principali gallerie internazionali, racconta, attraverso decine e decine di commenti e messaggi ricevuti sui social da visitatori di ogni parte del pianeta, che condividono il linguaggio non verbale dell’arte, la sua crescita artistica degli ultimi 10 anni, che sono stati anche quelli della sua maturità pittorica.

Non si tratta quindi, per la maggior parte, di recensione di critici affermati, ma di spontanee esternazioni di appassionati e gente comune che, dall’osservazione delle sue opere, sia dal vivo che via web, ne hanno ricevuto emozione.

Il “miracolo” è stato reso possibile dal traduttore online di Google, tramite il quale visitatori francesi, belgi, olandesi, portoghesi, spagnoli, greci, norvegesi, svedesi, inglesi, turchi, rumeni, ucraini, indiani, brasiliani, argentini, messicani, canadesi, statunitensi, taiwanesi, birmani, giapponesi, africani, oltre che italiani, hanno restituito all’autore – attraverso il loro linguaggio verbale materno, diverso a secondo del paese d’origine – le sensazioni e le emozioni che la pittura di Bertaina, nel linguaggio non verbale dell’arte – unico per tutti – aveva trasmesso loro.

Autosostenendosi grazie a un’appassionata campagna promozionale, fu presente da subito nelle edicole cittadine, e ottenne abbonamenti nei circoli scolastici e dagli ordini professionali, dai professionisti e da esponenti dei gruppi consiliari provinciali, comunali e regionali.

L’applicazione del famoso motore di ricerca ha reso possibile, probabilmente con un certo grado di approssimazione, la traslazione della comunicazione non verbale da una nazione all’altra, non solo in un senso, ma anche nell’altro: il maestro, infatti, sempre tramite i social, si “prende la briga” da anni di rispondere, uno per uno, a tutti i commenti che gli arrivano, e questo gli ha permesso di raccogliere intorno a sé una community di centinaia di estimatori.

Ovviamente, come è stato detto, è verosimile che, trattandosi di persone che non si occupano professionalmente di traduzione linguistica, nel passaggio da un idioma all’altro il senso del discorso venga parzialmente distorto, che possa intervenire qualche imprecisione. Ma si sa: la comunicazione verbale umana non è di tipo formale (come i linguaggi informatici di programmazione) e, proprio grazie alla sua ridondanza informativa, permette di veicolare il messaggio anche in caso di parziale distorsione.

Ancora una volta, i sistemi di comunicazione non verbali, come quelli propri della musica, della pittura e della matematica, sollevano un tema: quanti miliardi di ore di lavoro umano vengono impiegate ogni anno nel mondo per spiegare le stesse cose dette in modo differente in posti diversi?

Orazio Celentano per lessicoitaliano.it

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